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ERIBERTO GUIDI
Sconfinamenti fotografici


una mostra a cura di
Simona Guerra e Lisa Calabrese


fino al 1° LUGLIO  2021

Terminal Mario Dondero
FERMO (FM)


Eriberto Guidi (Fermo 1930-2016) è riconosciuto come uno fra i fotografi più apprezzati della Storia della fotografia Italiana. I suoi paesaggi e i racconti fotografici con cui ha saputo distinguersi sono stati pubblicati ed esposti in molti paesi e hanno fatto conoscere il territorio marchigiano al mondo.

La mostra comprende più di 80 opere - molte delle quali inedite - e parte dalle origini per ricostruire i percorsi di ricerca che hanno portato Guidi ad esiti decisamente arditi. Oltre ai suoi lavori più celebri in banco e nero è infatti in mostra una parte della sua produzione a colori. Si tratta di sperimentazioni visive capaci di gettare una nuova luce sul lavoro di Guidi e di un colore che non ci si aspetta, e che in questa mostra quasi deflagra sulle pareti mostrando un modo di vedere il paesaggio molto solare e gioioso.

Il Guidi che emerge in mostra è un vero sperimentatore; un autore che si è sempre fatto guidare dalla curiosità, dalla voglia di misurarsi con il gesto del fotografare andando oltre l’immagine. Lo ha fatto per tutta la vita, ma ha scelto di tenere per sé parte di tale percorso godendolo privatamente, facendosi solo sporadicamente tentare dalla gioia di condividere le sue meraviglie con gli altri. La mostra svela molti di questi progetti inediti.

Undici le sezioni che raccontano con taglio storico/didattico il percorso e che aiutano il visitatore a leggere l’opera dell’autore all’interno del contesto storico che egli ha vissuto.

La mostra è promossa dal Comune di Fermo in collaborazione con Regione Marche, Sistema Museo, Musei di Fermo, Giornate di Fotografia e il Centro Studi Osvaldo Licini.

 

    PRENOTAZIONE E ACQUISTO BIGLIETTI ON LINE OBBLIGATORI   

Musei di Fermo
Tel.
0734.217140
museidifermo@comune.fermo.it

ORARI DI APERTURA:
dal martedì al venerdì: 10.30-13.00/15.30-18.00
sabato e domenica 10.00-13.00/15.30-19.00
Chiuso il lunedì


BIGLIETTI DI INGRESSO IN MOSTRA
INTERO: € 4,00
GRATUITO: minori di 13 anni, disabili, soci ICOM, giornalisti con patentino

BIGLIETTI CUMULATIVI MOSTRA + CIRCUITO MUSEALE
INTERO: € 8,00
RIDOTTO: € 6,00 (ragazzi da 14 a 25 anni, gruppi composti da più di 15 persone, soci FAI, soci Touring Club, soci Italia Nostra)
GRATUITO: minori di 13 anni, disabili, soci ICOM, giornalisti con patentino

 

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BIOGRAFIA

Eriberto Guidi (1930-2016) nasce a Fermo il 21 marzo. Da bambino si appassiona prestissimo alla musica e impara a suonare il violino.
La curiosità per la fotografia sopraggiunge alla fine degli anni ’40 quando, prima di partire per il servizio militare, chiede a sua madre di poter avere una macchina fotografica in regalo.

Nel 1951 conosce Luigi Crocenzi e nel 1957 entra a far parte del suo CCF - Centro per la Cultura nella Fotografia, che egli rappresenterà al Festival Mondiale di Mosca, in quello stesso anno, dove realizzerà anche il suo primo reportage: “Il primo treno”.
Seguiranno decenni intensi, passati al fianco di Crocenzi, nella diretta sperimentazione del Racconto fotografico e nella promozione della fotografia a Fermo. Su impulso di Crocenzi, Guidi sarà fondatore nel 1960 assieme a Raffaele Gasparrini e Raul Rongoni del Fotocineclub Fermo (poco più tardi si aggiungeranno Romano Folicaldi, Vittorio Gioventù, Goffredo Petruzzi, Vincenzo Nasini ed altri).
In questo periodo di grandi Racconti fotografici nasce fra gli altri “La Novizia” (1968), che resta uno dei suoi lavori più apprezzati e intensi.

Nel 1964, collabora assieme a un giovane Mario Giacomelli al suo primo fotolibro dal titolo “Girifalco”. Si tratta di “un’avventura fotografica” singolare e insolita per i due autori. Essi si cimentano in una guida turistica e storica sulla città di Fermo (e dintorni)  che ha avuto il pregio di farli collaborare sotto la sapiente guida di Crocenzi.

Nel frattempo il suo lavoro creativo si fa sempre più importante anche in ambito professionale: dopo il 1965 è infatti fondatore, assieme a Annio Giostra, del prestigioso Liceo Musicale di Fermo (ora Conservatorio Statale di Musica “G.B. Pergolesi”) di cui egli ricoprì per diverso tempo la carica di segretario generale. Dal 1968 sarà segretario artistico-amministrativo della Gioventù musicale di Fermo e successivamente consulente per la Biblioteca comunale (oggi Biblioteca Civica “Romolo Spezioli”).

Nel 1970 la rivista Life nelle edizioni di New York e successivamente Amsterdam e Tokyo gli pubblica quattro suoi paesaggi. Tale diffusione genera nuove collaborazioni e mostre interessanti. Fra questi contatti, particolarmente significativi e proficui saranno quelli che avrà in Unione Sovietica dove egli torna nel 1977 per realizzare  altri notevoli racconti fotografici e dove, nel 1981, la Casa della Cultura della Pravda gli dedica una grande mostra personale a Mosca. In Russia inoltre conosce alcuni intellettuali di spicco e fra questi Cecilia Kin, la maggiore italianista sovietica e il giornalista Carlo Benedetti, corrispondente in Ungheria e Unione Sovietica negli anni ’70.

L’inizio degli anni ’80 è invece segnato da due importanti collaborazioni filmiche: nel 1981 partecipa alla realizzazione di “L’officina delle immagini” film su Fermo per la regia di Vito Lauri;  l’anno dopo collabora alla realizzazione per la Rai TV di “Il segno e il paesaggio” con la regia di Francesco Carlo Crispolti, che va in onda nel programma il “Patrimonio Fotografico Italiano”.

La sua fama, dopo questi primi decenni di lavoro intenso seguiterà a circolare in modo sempre più articolato, in Italia e all’estero, mentre il suo lavoro continua nella direzione del fotoracconto, della ricerca fotografico/poetica e della sperimentazione tecnica. E’ infatti dalla fine degli anni ‘70 che in modo continuativo Guidi inizia un percorso di ricerca sul colore e sull’utilizzo della colorazione con pigmenti delle sue opere. Tale ricerca verrà svolta in parallelo a quella sul bianco/nero e resta per gran parte tuttora inedita.
Dopo alcune occasioni isolate, ormai negli ultimi anni della sua vita, l’autore deciderà di esporre un lavoro a colori molto articolato. Si tratta di una personale tenutasi nel 2013 a Monte Vidon Corrado presso il Centro Studi Licini. Il titolo della mostra sarà “Il cielo dentro la terra” un lavoro diviso in due sezioni: una interamente fotografica, l’altra realizzata con l’ausilio dei pigmenti.

Negli anni saranno moltissime le pubblicazioni realizzate da Guidi. Fra tutte ricordiamo il fotolibro “Testo d’immagini”che raccoglie la sua opera in bianco e nero, dai primi lavori fino al 2009, anno della pubblicazione.
Molti saranno anche i libri realizzati sul tema dell’architettura. Tra questi: “Ascoli Piceno la pietra e la città” del 1987; “Fermo, scene di teatro” del 1989; “Gubbio. L'immortalità della pietra” del 1996; “Il Romanico nella Marca Fermana” del 2002.

Nel 2003 Guidi partecipa assieme a Mario Dondero (ed altri artisti e fotografi, tra cui Romano Folicaldi) al libro “Un volto che muta”, curato da Luana Trapè, con immagini dell’ex manicomio di Fermo.

L’opera di Guidi è stata inoltre oggetto di studio e di tesi di laurea ed è stata esposta in molte gallerie del mondo, presso musei e fondazioni. Tra le numerose occasioni vanno ricordate le mostre personali tenutesi a New York all'Uma Gallery e all’Istituto Italiano di cultura nel 1998 e all’Hillwood Museum di New York nel 2000; la mostra a Torino, presso la Fondazione Italiana per la Fotografia nel 2001 e la sua partecipazione al Padiglione Italia alla 54° Esposizione d'Arte della Biennale di Venezia nel 2011.

 


 

2 febbraio 2021

 

- VIRTUAL TOUR DELLA MOSTRA -  ONLINE

 

 

La mostra “Eriberto Guidi. Sconfinamenti fotografici” promossa dal Comune di Fermo in collaborazione con Regione Marche, Sistema Museo, Musei di Fermo, Giornate di Fotografia e il Centro Studi O. Licini,  inaugurata a ottobre - ma sospesa a novembre - sarà di nuovo visitabile  presso lo spazio espositivo Terminal Mario Dondero, dal 16 febbraio 2021.

 

In attesa delle riaperture vi diamo la possibilità di visitarla virtualmente online, grazie al contributo dello sviluppatore multimediale Jonathan Mancini che, in collaborazione con il fotografo Diego Pizi,  ha prodotto un Virtual Tour 360° dedicato all’evento espositivo.

 

Siamo entusiaste di questo percorso virtuale. Esso vuol essere un invito alla mostra reale, che riaprirà presto al pubblico, in cui grazie al lavoro di Mancini e alla tecnologia digitale sarà possibile assaporare l’esperienza visiva che Eriberto Guidi ci offre con le sue  opere, poi visibili in mostra .

Il Virtual Tour 360° è stato inoltre impreziosito con le musiche di A. Corelli eseguite dall' Orchestra Giovanile d'Archi del Conservatorio Statale di Musica “G.B. Pergolesi” di Fermo; una affettuosa collaborazione quella del Conservatorio anche considerando lo storico legame del fotografo con l’istituzione musicale. Eriberto Guidi, è stato infatti fondatore, nel 1968, assieme a Annio Giostra, del Liceo Musicale di Fermo, successivamente riconosciuto come Conservatorio Statale di Musica.

 

Buona visione!

 

 

Virtual Tour – A tutto schermo – Pagina dedicata Virtual Tour/Mostra

( Fotografie per la realizzazione del Virtual Tour Diego Pizi – Montaggio Virtual Tour JM Multimedia Developer )

 

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“È un onore e un piacere aver contribuito, alla diffusione dell’opera visiva di un uomo e di un artista di grande umanità – le parole del Presidente del Conservatorio Igor Giostra.  Lo ricordo, intimo amico di mio zio Annio e di mio padre, del quale era coetaneo, passeggiare spesso in piazza e frequentare il nostro liceo musicale. Sempre pronto al motto di spirito. Eriberto infatti ha avuto anche una grandissima passione  per la musica, passione che ha tramandato  ai suoi figli e che lo ha fatto essere sempre vicino all’allora Liceo Musicale. Ora, finalmente,  riunite  le due arti nel virtual tour,  spero che questo progetto sia viatico di un  successo anche di pubblico e di una diffusione ben oltre lo spazio fisico dell’allestimento museale che il Covid ha impedito di godere, meritata nemesi per questo grande artista della fotografia”.

“Il Conservatorio, sempre stato grato a queste figure culturali importanti di Fermo, nel suo piccolo contribuisce alla mostra virtuale – ha detto il Direttore del Conservatorio Nicola Verzina –  con la colonna sonora del Concerto grosso in sol minore op. 6 n. 8 "fatto per la Notte di Natale", eseguito dalla nostra Orchestra Giovanile d'archi diretta da Donato Reggi”.

La multimedialità   spiega Jonathan Mancini - non può e non deve rappresentare una alternativa alla visione dell'opera originale, è lo strumento che stimola la crescita di domanda culturale. E' il contatto con l'opera che poi dovrà trasmettere le sensazioni e le emozioni che un'opera d'arte deve veicolare all'osservatore”.

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- - - Riapertura 16 febbraio 2021 - - -


 


 

 

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